Anche WhatsApp e Skype: connessione,  webcam e falsi profili. Questi i nuovi strumenti della criminalità. Assoutenti al vostro fianco contro truffe e raggiri.

Riccardo Corradino

Dott. Riccardo Corradino

La criminalità 2.0 ricorre spesso al Web, anche con truffe e ricatti su Facebook, Skype, Whatsapp e  gli altri strumenti che ci accompagnano ogni giorno.
Molte sono le vittime del falso amico che chiede amicizia su Facebook, tanto ammiccante e gentile… ma per soldi!

Rassegna delle tecniche di ricatto più diffuse.

Il primo approccio truffaldino

I criminali del Web conoscono bene le tecniche dell’ingegneria sociale, per questo fanno leva sul forte desiderio di socializzazione on-line e sulla frequente abitudine italiana a concedere “l’amicizia” con leggerezza.

Accertare le richieste di amicizia significa concedere a qualcuno libero accesso ai nostri dati personali!

Soprattutto gli uomini ricevono richieste di amicizia Facebook da avvenenti fanciulle, con qualche foto di sé non proprio vestite da monaca di Monza e poco altro visibile. Stesso approccio anche su altri famosi social come Badoo, Tagged ecc…

Una volta accettato il contatto parte la chat: si comincia con le solite domande ASL (= age, sex, location) per poi andare sempre più sul personale al fine di entrare in empatia con la vittima.

Fra un complimento e l’altro si arriva alla videochat!

Se il sito in cui è avvenuto il primo incontro non lo permette, la “gentil donzella” chiederà tipicamente il vostro indirizzo e-mail per stringere amicizia su Facebook o Skype. Ancora peggio la richiesta del numero per WhatsApp.

La maggior parte degli utenti usano il proprio vero nome e lo stesso indirizzo e-mail per registrarsi in più social network, così il malfattore potrà facilmente rintracciare i vari profili della vittima target a ritroso

All’inizio la truffatrice chiederà di mostrare il viso, successivamente magari parti più intime irretendo con qualche posa ammiccante per poi accontentarsi di qualche selfie senza più tempo per chat in webcam.

Nel frattempo la videochiamata sarà stata registrata a vostra insaputa con uno dei tanti software gratuiti scaricabili on-line!

Il ricatto abbia inizio!

Il video compromettente verrà presto pubblicato su YouTube e ve ne sarà mandato il link con la minaccia di condividerlo in maniera virale, magari proprio ai vostri amici di Facebook.

L’unico scopo è approfittare dello shock per estorcere qualche centinaio o migliaio di Euro in cambio della rimozione.

Una semplice ricarica su una carta prepagata come Postepay intestata a chissà chi od un semplice money transfer e il gioco è fatto!

Ma chi può dare la garanzia che non sia il primo ricatto di una lunga serie?

Montaggi da reato penale: i ricatti si evolvono

Non solo le registrazioni dei momenti che si ritenevano confidenziali, ma addirittura le foto e i video raccolti vengono manipolati in maniera becera.

Per rafforzare la forza ricattatoria vengono fatti dei montaggi con altri materiali penalmente rilevanti, come l’inserimento della foto della propria faccia al posto di quella di soggetti ritratti in atti pedopornografici.

In alternativa, viene indicato il nome della vittima inserito nel titolo di video osceni condivisi su Internet, anche se non ritraggono la vittima.

E-mail false da YouTube, FBI, Google ecc.

Un altro strumento usato sono le e-mail spedite apparentemente da grandi aziende o enti governativi legati ad Internet ed alla sicurezza, come Google, YouTube, la CIA e la FBI.

Riportano anche il nome della vittima, sembrano attendibili con tanto di logo e firma elettronica, quasi sempre scritte in un italiano stentato ed hanno l’intento di far leva sul palco della vittima affinché si convinca a pagare minacciandone la denuncia o addirittura l’arresto.

Ricatti Facebook tramite Webchat

È un fuoco incrociato con l’unico scopo di estorcere del denaro!

Come difendersi

Ricordiamo sempre che tutto quello che riguarda il Web, nel bene e nel male, vive e sopravvive per lunghissimo tempo e si diffonde davvero velocemente.

Detto fate attenzione a:

  • Usare indirizzi e-mail e password differenti per ogni account
  • Evitare di condividere cose troppo personali
  • Sfruttare quanto più possibile la riservatezza agendo sulle impostazioni privacy di ogni account
  • Valutare bene il profilo di chi chiede l’amicizia: ad esempio se un profilo Facebook di donna giovane e molto provocante presenta solo poche foto pubbliche, condivise tutte poche ore prima dell’invito e magari la ritraggono tutte in bikini ridottissimo in pieno dicembre è assai probabile che sia un profilo fake, nel migliore dei casi creato “solo” per il marketing
  • Fare attenzione al linguaggio usato in chat: spesso partono con classiche domande “Ciao, come stai?” scritte da software automatizzati, che inizieranno a dare risposte non perfettamente legate al dialogo in corso
  • Avete accettato la videochat? È molto probabile che la ragazza adescatrice non voglia attivare l’audio, che non si mostri chiaramente in volto e vada subito “al sodo” senza dar seguito alle vostre richiestePer lo spazio

Sono video preregistrati che servono solo per irretire!

  • Conservare le comunicazioni intercorse e qualche screenshot
  • Mai cedere al ricatto: non c’è alcuna garanzia che non lo rifaranno e, comunque, prima che i video diventino reali serve tempo
  • Non temete di chiedere immediatamente l’intervento della Polizia Postale che, con le proprie capacità investigative, sarà in grado di localizzare i ricattatori e agire contro di essi anche a tutela del prossimo!

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