Posta del consumatore, Assoutenti – Rete Consumatori Italia… risponde! Spazio alle comunicazioni commerciali indesiderate, marketing aggressivo e al nemico nascosto… la profilazione…

Serenella Gatti Linares

Serenella Gatti Linares

Non ne posso più! Di cosa? Della Pubblicità aggressiva e indesiderata. Possibile che non si possa fare nulla?

So che è un antico problema, che l’economia deve andare avanti, eccetera, però io proprio non la sopporto. Passi per la “Pubblicità-Progresso”, ma per il resto mi innervosisce proprio.

Desidero alludere a quella che colpisce a tradimento sui social forum e a fianco delle email, con la scusa della gratuità. Siamo tutti schedati; dovremmo essere tutti “consumatori” per obbligo. Mentre contro il consumismo combatto una guerra quotidiana con pochi risultati. Ogni giorno arrivano da cinquanta a cento email dette “Spam

ma chi gliel’ha chiesto? Dove hanno preso l’indirizzo? Perché continuano nonostante io mai risponda?

Ad esempio, continue offerte di… apparecchi acustici (anche per sms sul cellulare) e montascale e dentisti: sono pure offensive! Poi ci sono le “offerte sessuali”: “come allungare il pene”, “come avere notti di fuoco”… più le varie ragazze straniere che si offrono sempre con le stesse storie patetiche. Poi mi arrivano offerte di lavoro del tutto improbabili e fuori tempo…

A parte il fatto che sono una donna, non si potrebbe cercare clienti in altri modi e luoghi?

So che si dovrebbe cambiare indirizzo di posta elettronica, ma a me non va. La mia email immutata mi serve per organizzare vari eventi, per essere in contatto con molte persone. Mi infastidiscono coloro che cambiano indirizzi in continuazione, perdendo certi contatti…

Anche su Facebook la Pubblicità è dilagante. Se per caso scrivo che vorrei andare a Londra, arrivano indirizzi di hotel londinesi non richiesti. Più i post di varia natura per vendere di tutto. Cosa fare per difendersi da queste sgradevoli intrusioni? E’ vero che non c’è nulla che si possa fare?

RISPONDE ASSOUTENTI

Cara Serenella, hai proprio ragione. Il mondo elettronico sia esso il Web, con i suoi social networks e siti Internet, oppure la semplice posta elettronica, ci costringe a subire quintali di comunicazioni indesiderate al punto che oggi si parla di pubblicità aggressiva che a pensarci bene è un controsenso visto che la pubblicità, semmai, dovrebbe essere ruffiana, accattivante e non certo ostinata e ossessiva…

Dal tuo racconto emergono tutti i vizi del sistema ma anche alcuni luoghi comuni che vorremmo aiutarti a dissipare!

Proviamo con ordine.

1. Controlla se la tua email è pubblicata sul web

Può capitare che il nostro indirizzo sia pubblicato in una pagina web: per esempio sul nostro blog oppure a corredo di un articolo che abbiamo scritto e pubblicato per un altro sito, una rivista on line, o per chissà quale altra ragione.

Chi fa uso di spam con finalità di pubblicità aggressiva utilizza spesso dei “web crawler” ossia del software-ragno capaci di scandagliare il web per raccogliere indirizzi email presenti sui vari siti.

Per questo motivo spesso si usa un trucco: quando si vuole pubblicare comunque la propria email non la pubblica come carattere testuale ma come immagine: in pratica si incolla sulla pagina una immagine che rappresenta lo screenshot (schermata) su cui è scritto il nostro recapito.

L’effetto visivo è identico ma i ragni più comuni in cerca di spam non distingueranno il contenuto dell’immagine e non inseriranno l’indirizzo nei loro dannosi elenchi.

2. Per iscriverti a siti internet di cui conosci poco l’affidabilità, usa un indirizzo dedicato

Questo sistema è una prassi da quindici anni ormai, ma è sempre bene ricordarlo: si tratta usare un indirizzo email specifico solo per l’iscrizione a siti minori, quei siti che poi invieranno newsletter non indispensabili, pubblicità il cui invio autorizziamo solo per accedere ad un servizio che ci interessa…

Sapere che un certo indirizzo non sarà da noi diffuso per ricevere corrispondenza importante, ci lascerà sereni di poter verificare la posta che arriva su questo recapito ogni tanto, senza paura di ricevere email di lavoro o altre comunicazioni significative.

3. Chiedi la cancellazione dalle liste di posta non desiderata

Quando veniamo sommersi da newsletter e pubblicità, nei casi in cui non si tratti di pubblicità truffa o peggio di virus/malware, dobbiamo ricordarci che possiamo comunque chiedere la disattivazione degli invii non richiesti.

In fondo alle email recanti comunicazioni seriali di solito c’è un link, un’indicazione o un pulsante disiscriviti.

Prima di cliccare sul collegamento per dis-iscriversi, verifichiamo se il dominio da cui proviene l’email sia “credibile” (per evitare truffe).

Per fare un esempio se arriva una comunicazione da poste italiane (e noi siamo clienti), andiamo a leggere l’email di provenienza: un’email che provenga da indirizzo o dominio palesemente falsi, come sdhgsd@sdfgsdgsd.poste.co.uk suggerisce che si tratti di una truffa. In tal caso cancellate il messaggio!!

Ricordiamo inoltre di settare il nostro programma di posta elettronica in modalità per cui i messaggi in “HTML” non vengano visualizzati: questa opzione permette di evitare profilazioni indesiderate e/o accesso al nostro sistema da parte di malware e altri software maligni.

4. Fai attenzione ai siti che effettuano profilazione dei tuoi dati

Quando, come nel caso di Serenella vedi comparire messaggi che anche se non ti riguardano, sembrano riferiti a persone della tua condizione lavorativa, sociale oppure età, questo verosimilmente accade perché i tuoi dati personali sono stati utilizzati (più o meno lecitamente) per una profilazione.

Gmail per esempio ti chiede di poter analizzare la tua posta elettronica per offrirti pubblicità dedicata in base a quello che ricava essere il tuo umore, problema, condizione di salute etc. In questo caso si tratta di pubblicità rivolta a noi, ma…

…abbiamo mai pensato che anziché pagare un servizio di posta elettronica con i nostri dati e informazioni personali, potremmo acquistarne uno con pochi euro l’anno tutelando al 100% la nostra riservatezza?

Facebook fa lo stesso e ha a disposizione molto più materiale sui tuoi gusti e temi d’elezione.

Limitare le informazioni e i dati personali che condividiamo con siti che ci profileranno e che magari potranno comunicare a terzi i nostri dati è un passaggio utile e fondamentale per evitare brutte sorprese.

5. Utilizza, con cautela, software anti virus-malware-spam

Non possiamo per ovvie ragioni consigliarti noi sul software da scegliere: ce ne son tanti.

Tu però considera sempre che la tutela contro codici malevoli che possano intromettersi nella nostra vita personale passa anche per l’adozione di sistemi di sicurezza adeguati.

Se decidi di acquistare un servizio a pagamento di posta elettronica, puoi anche sceglierne uno con un inclusi validi sistemi di protezione contro spam e virus.

Ad esito di tutto, però, non dimenticare che se subisci un attacco o se ritieni che tutte queste misura non siano sufficienti a tutelarti contro una minaccia specifica, è bene rivolgersi a professionisti competenti per rimediare e per ripristinare la privacy e il diritto di controllo dei nostri dati personali.

SE VUOI APPROFONDIRE O HAI BISOGNO DI ASSISTENZA CONTATTA ASSOUTENTI

E’ FACILE E PER GLI ISCRITTI I CONSULTI SONO DEL TUTTO GRATUITI!

Tel. 051 0828436 – Whatsapp al 340 4231006 – bologna@assoutenti.emiliaromagna.it

Credit:

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